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 “La petite maison

«Tutti questi edifici hanno facciate decorate con una semplicità ispirata più alla natura che all’artificio, e che ricorda il genere pastorale e campestre. Aperture sistemate ingegnosamente lasciano intravedere orti e frutteti sempre vari»
La petite maison”, un testo letterario del XVIII secolo, è lo spunto che ha suggerito l’idea di partenza. La storia della seduzione della giovane Mélite, è il pretesto usato da Jean-François de Bastide per descrivere l'architettura e i giardini di uno dei caratteristici padiglioni che, dal tempo del Duca/Cardinale Richelieu fino alla Rivoluzione, nella vicina periferia di Parigi, ospitavano gli amori e i piaceri clandestini dell'aristocrazia.
La narrazione s'incentra sul Marchese di Trémicour  Mélite: la donna che vorrebbe come amante. L'uomo invita la ragazza a visitare la sua “Petite maison”, convinto che ella sarà rapita dal desiderio che l’architettura della piccola casa contribuirà ad alimentare.
«Mélite intratteneva rapporti scherzosamente amichevoli con gli uomini, e solamente le persone di animo retto e i suoi amici più intimi non l’accusavano di condurre vita galante. Il suo modo di fare, le sue battute di spirito, le sue maniere disinvolte davano adito a questo pregiudizio. Il Marchese di Trémicour aveva deciso di sedurla e si era vantato di riuscire con facilità in tale intento. Costui poteva pretendere più di altri dal capriccio delle donne. Era magnifico, generoso, dotato di spirito e di buon gusto, pochi uomini avrebbero potuto vantarsi a giusto titolo di uguagliarlo in tante doti gradevoli. Tuttavia, nonostante tutte queste qualità, Méleti resisteva, ed egli non si capacitava di tanta bizzarria. Lei ripeteva di essere donna virtuosa, e lui rispondeva di non poter credere a tale affermazione. Su questo argomento tra di loro si combatteva una perpetua battaglia. Alla fine il Marchese la sfidò ad andare nella sua petite maison.»
I protagonisti dell’opera “La petite maison” sono: il padiglione, il Marchese e la Fanciulla.
La “Petite Maison” viene realizzata con listoni di legno, uniti tramite stereotomia e corda di canapa naturale. Il tetto e le piccole pareti che nascondono i vasi contenenti le piante vengono realizzati con legno di riciclo, da scatole di frutta e verdura. I colori sono zolfo chiaro, azzurro cupo, rosa… Colori tipici del Settecento, i preferiti della Regina Maria Antonietta.
La “virtuosa”, Mélite, viene rappresentata attraverso le quattro virtù: FORZA; GIUSTIZIA; PRUDENZA; TEMPERANZA. Queste, a loro  volta messe in scena tramite alcuni tipi di piante acquatiche. In un primo momento si è pensato alla Mimulus luteus  per la Forza, mentre per la Giustizia il Fior di Loto, che è simbolo di purezza ed elevazione spirituale, in quanto si innalza senza essere sporcato dal fango. La ninfea, simbolo di umiltà, è adatta a simboleggiare la Prudenza. Tuttavia, dato il periodo di svolgimento della manifestazione e l'impossibilità di ottenere fioriture, la scelta si è spostata dalle piante acquatiche verso quelle palustri, ben vegetate al momento dell'esposizione: Acorus calamus “variegatus”, Myosotis palustris, Aponogeton distachyus, Iris laevigata “mottled dragonfly”.
A sette giorni dell’istallazione "La Petite Maison", l’elezione finale: Nymphaea “Charles de Meurville”; Carex nigra; Schoenoplectus lacustris tabernaemontani “zebrinus”; Orontium aquaticum + Lemna minor.
Lo "sfidante", il Marchese Trémicour (voce: Domenico Galasso), viene rappresentato dai sette peccati capitali: LUSSURIA; GOLA; AVARIZIA; ACCIDIA; IRA; INVIDIA; SUPERBIA, che all'interno dell'istallazione verranno rappresentati dai versi degli animali che tradizionalmente li simboleggiano: Capra, Cinghiale, Gabbiano, Gufo, Lupo, Cervo, Pavone. I suoni campionati saranno diffusi da sette piccoli riproduttori sistemati all’interno di casette da uccelli, collocate all’interno della “Petite Maison”.

L'istallazione "La Petite Maison", in tal modo, si pone in essere attraverso diversi assi sensitivi: visivo, auditivo, olfattivo.
OhannO cOllabOratO 
VANETTI PIETRO EREDI DI VANETTI TOMMASO S.S.
 Via Patrioti, 24
21020 Inarzo (VA)
Tel/fax:0332-964250
cell:347-0696742
 DOMENICO GALASSO
Curriculum vitae del dott. Domenico Galasso

associazione PICCOLO TEATRO ORAZIO COSTA (fb)
 piccoloteatrooraziocosta@gmail.com 

i vincitOri
 Giardini della Villa Borromeo Visconti Litta (Lainate - Italy)
Carlo Bossoli,  Vedute di Villa Litta a Lainate, 1852-53 - Musei Civici di Varese.
1852 acquerello di Carlo Bossoli. veduta del fronte sud del ninfeo Musei Civici di Varese.
tallermuse
Facciata sul giardino del corpo del700 (Campagna fotografica a cura di G. Ghisu e M. Martinelli)
Fontana di Nettuno e serre (Campagna fotografica a cura di G. Ghisu e M. Martinelli)
Foto d'epoca, giardino all'italiana e limonaia est (Comune di Lainate)


Foto d'epoca, il ninfeo con persone (Civico Archivio Fotografico)
La corte d'ingresso dall'alto (Langè S. 1972)
Telamoni nella sala da ballo (Campagna fotografica a cura di G. Ghisu e M. Martinelli)
Tallermuse, mostra accademia di Brera. Primo piano opera di Sung Heun Kim 김 성 헌

Una statua della fontana di Galatea (Campagna fotografica a cura di G. Ghisu e M. Martinelli)
Villa Visconti Borromeo Litta
Facciata del corpo del 500 (Campagna fotografica a cura di G. Ghisu e M. Martinelli)
Jean-François de Bastide

La petite maison
Jean-François de Bastide est un écrivain français né à Marseille le 15 juillet 1724 et mort à Milan le 4 juillet 1798.
Fils d'un magistrat provençal, Bastide est un auteur polygraphe : il a écrit des romans (Histoire d'une religieuse par elle-même, Bibliothèque universelle des romans, mai 1786, 24 p. in-16), des pièces de théâtre, fut critique, journaliste et compilateur. Comme journaliste, il a publié Le Nouveau spectateur (1758-1760), Le Monde tel qu'il est (1760-1761), Journal de Bruxelles ou le Penseur (1766-1767), etc. Il a également dirigé la Bibliothèque universelle des romans de 1779 à 1789.
Comme auteur de théâtre, il a écrit :

La cappella degli Scrovegni 


La cappella degli Scrovegni 

Il 1º marzo 1304 Benedetto XI concesse l'indulgenza a chi visitasse la cappella e un anno dopo, il 26 marzo 1305, la cappella veniva consacrata.

(detta anche dell'Arena) si trova nel centro storico di Padova e ospita un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto dei primi anni del XIV secolo, considerato uno dei capolavori dell'arte occidentale. Internamente è lunga 29,26 metri, larga 12,80 e alta 8,48 nel punto maggiore

La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità, affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni costituisce uno dei massimi capolavori dell'arte occidentale. La narrazione ricopre interamente le pareti con le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella controfacciata è dipinto il grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana.

L'edificio era originariamente collegato al palazzo di famiglia, fatto erigere dopo il 1300, seguendo il tracciato ellittico dei resti dell'arena romana.
Da quando, nel 1880, la Cappella è stata acquisita dalla città di Padova, gli affreschi sono stati continuamente oggetto di particolari attenzioni e, nell'Ottocento e nel Novecento, sono stati compiuti svariati interventi conservativi. Dagli anni settanta fino ai giorni nostri, grazie alla stretta collaborazione tra Amministrazione locale, Soprintendenze e Istituto Centrale per il Restauro, sono stati compiuti accurati studi e monitoraggi sullo stato dell'edificio, sulla qualità dell'aria, sui fattori inquinanti, sullo stato di conservazione delle pitture. La costruzione del nuovo corpo di accesso, unitamente all'installazione di un impianto di trattamento dell'aria, permette di gestire il forte flusso dei visitatori in modo tale da non pregiudicare la conservazione degli affreschi.
Gli ultimi controlli, evidenziando una stabilizzazione della situazione, hanno permesso di eseguire il restauro, svolto dall'Istituto Centrale per il Restauro grazie al protocollo di intesa siglato tra il Comune e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
by http://www.cappelladegliscrovegni.it/





Hieronymus Bosch, pron. /ɦijeːˈɾoːnimʏs bɔs/nome d'arte di Jeroen Anthoniszoon van Aken[1], pron. /jəˈrun ɑnˈtoːnɪsoːn vɑn ˈaːkəⁿ/ ('s-Hertogenbosch2 ottobre 1453 – 's-Hertogenbosch9 agosto 1516), è stato un pittore olandese.
Firmò alcuni dei suoi dipinti con Bosch (pronunciato come Boss in olandese). In spagnolo viene spesso chiamato El Bosco; in italiano è talvolta designato come Bosco di Bolduc (da Bosch e Bois le Duc, traduzione francese di 's-Hertogenbosch = Bosco Ducale, città natale di Bosch).
Jeroen van Aeken o Van Aken, conocido como El Bosco o Jerónimo Bosch (Bolduque, h. 1450 - enterrado enBolduque, 9 de agosto de 1516), fue un pintor neerlandés.

Villa Le Lac - Petite Maison Corseaux - Le Corbusier


Villa Le Lac - Petite Maison Corseaux - Le Corbusier
A small house (Petite Maison Corseaux), destined to be the home of the parents of Le Corbusier, was built between 1923-24 on the plans of Le Corbusier and his cousin, Pierre Jeanneret. The building design and the plans had been developed before choosing the ground; Le Corbusier was given the task of finding a lot and found the perfect place.
This is the first example of the modern architecture of Le Corbusier in Switzerland. Villa Le Lac can be seen today as a true example of modern architecture that would arise shortly after Le Corbusier.
The small house and meets three of the future "five points of a new architecture":
  • The garden terrace
  • Free floor plan
  • Large, running windows
The living machine begins to be delineated in this house, the rigorous concern for use and the proportion of free plans, thanks to the reinforced concrete structure and the importance of a functional plan.
Una pequeña casa ( Petite Maison Corseaux), destinada a vivienda de los padres de Le Corbusier, se construyó entre 1923-24 sobre los planos de le Corbusier y su primo, Pedro Jeanneret. Con el programa de diseño y los planos que se habían elaborado antes de elegir el terreno Le Corbusier se dio a la tarea de encontrar un lote y descubrió el lugar ideal.
Este es el primer ejemplo de arquitectura moderna de Le Corbusier en Suiza. Villa Le Lac puede considerarse hoy como una verdadera muestra de la arquitectura moderna que plantearía poco después Le Corbusier.
La pequeña casa reúne ya tres de los futuros “cinco puntos de una nueva arquitectura”:
  • La terraza –jardín
  • Planta libre
  • Ventanas corridas
La máquina de habitar empieza a delinearse en esta vivienda, la preocupación rigurosa por la proporción y el uso de la planta libre gracias a la estructura en hormigón armado y la importancia de un plano funcional.
The VIlla is located on a thin strip of land on the shores of Lake Geneva, surrounded by the Rhone valley and the Alps in Corseaux, Switzerland. Its address is 21 route de Lavaux, Corseaux 1802, Vevey, Switzerland.















·La Petite Maison, Nizza



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